Occupazione

Descrizione del progetto

Il progetto "Quel che passa il Convento" nasce per risolvere i problemi dello spopolamento del borgo di Ripalimosani (CB) e dell’utilizzazione delle terre incolte e/o abbandonate. Ne consegue la perdita del senso di appartenenza al territorio e delle antiche tradizioni locali. Questo borgo, come tanti altri, negli ultimi anni è stato protagonista di una migrazione transitoria di persone che arrivano da paesi lontani e che non riescono ad inserirsi sia a livello sociale che lavorativo. Ripartire dall'agricoltura per rilanciare il territorio e creare opportunità occupazionali. L’intento dei promotori è offrire una occasione su due aspetti: la prima concernente il tema dell’integrazione socio-lavorativa dei migrati e delle persone in situazione di disagio, la seconda relativa all’opportunità di utilizzare le terre pubbliche ed incolte per attività produttive. L'intervento prevede l’uso di terreni a disposizione della cooperativa Man Hu e di 2,5 ettari di terreni incolti concessi dal Comune, l’impianto dell’attività di orticoltura e della coltivazione della canapa, il ripristino di un antico canapaio in disuso presso il Convento di San Pietro Celestino V, luogo dove verranno formati i migranti ospiti del centro SPRAR per acquisire competenze in campo agricolo e rilanciare l'economia dei funai, che storicamente ha trainato l'economia locale. L'obiettivo è di rafforzare il senso di identità con il territorio e al contempo incrementare il livello di coesione all'interno della comunità a seguito della messa in moto dei processi di accumulazione di capitale sociale e conseguente rilancio dell'economia del borgo. Per dare valore al progetto è stato avviato uno studio già svolto in passato su altre realtà, che si basa sull'analisi dell’impatto socio-economico sul territorio e sulla misurazione della fiducia nativi-migranti, condotto da Giuseppe Attanasi ordinario di Economia Sperimentale all’Università di Lille (Francia) e docente di Microeconomia alla Bocconi di Milano.

Beneficiari del progetto

40 persone coinvolte tra migranti e persone in situazioni di disagio ospiti del progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestito dall’Associazione “Dalla parte degli Ultimi”, che curerà l'orientamento e l’attivazione delle procedure necessarie per partecipare al progetto. Si intende coinvolgere inizialmente 4 persone, con la possibilità di aumento in relazione alle esigenze produttive, attraverso forme di stage e tirocini con il tutoraggio di esperti del settore in modo da garantire a loro incentivi e una certificazione professionale delle competenze acquisite.

Attività dell'organizzazione

La Cooperativa senza scopo di lucro persegue l’interesse della comunità locale promuovendo l’integrazione sociale dei cittadini finalizzata all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso una remunerazione migliore rispetto a quella del mercato. Lo scopo è quello di ottenere continuità lavorativa per i soci lavoratori, promuovere una cultura della "salvaguardia della persona umana".

Società Cooperativa Man Hu

Città: Ripalimosani

Perseguire un obiettivo comune in sinergia tra i diversi enti coordinati dalla Cooperativa: il Comune di Ripalimosani, A.T.S. Scuola di Ruralità “Francesco Longano”, Associazione “Dalla parte degli Ultimi”, Associazione di Promozione Sociale “Man Hu” e la Digital Farm di “Coltivatori di Emozioni”