Sostegno alla salute

Livello di finanziamento: fino a €15.000

Descrizione del progetto

Il tumore della prostata è uno dei tumori maggiormente diffusi nella popolazione maschile e rappresenta una grossa sfida in ambito oncologico, principalmente in termini di diagnosi precoce e prognosi.
L'utilizzo del dosaggio sierico del PSA (antigene prostatico specifico) per la diagnosi precoce del tumore della prostata è piuttosto controverso. Il test non è per niente specifico per la patologia tumorale, perché più del 50% degli uomini con PSA sopra la soglia non ha un tumore prostatico, ma ad esempio un’iperplasia prostatica benigna o una prostatite. La sua bassa specificità è causa diretta del grande numero di inutili accertamenti invasivi tramite biopsia, che possono portare a complicanze quali emorragie e infezioni.
Inoltre, il PSA non fornisce indicazioni sull'aggressività del tumore, portando in questo modo ad individuare e trattare anche tumori indolenti con tutte le conseguenze del caso (possibilità di effetti collaterali come impotenza e incontinenza in seguito ad asportazione chirurgica del tumore). L'utilizzo del PSA è quindi responsabile di numerosi sovratrattamenti, oltre che di una marcata sovradiagnosi.
Infine, l'introduzione del PSA in fase diagnostica non ha inciso positivamente sulla sopravvivenza dei pazienti, in quanto la mortalità legata al tumore prostatico negli ultimi venti anni è diminuita solo lievemente e questo calo è per lo più ascrivibile al miglioramento delle terapie.
Per tutti questi motivi si rendono necessari nuovi strumenti non invasivi per implementare un efficiente programma di diagnosi precoce, migliorare l’iter diagnostico/terapeutico e predire il decorso dopo intervento.
Il Laboratorio di Farmacogenomica dei Tumori della nostra Fondazione si occupa da più di dieci anni di tumore della prostata ed ha raggiunto importanti traguardi nella caratterizzazione molecolare di questa patologia maligna. L’esperienza maturata e le numerose collaborazioni sia italiane sia internazionali ci hanno lanciato verso una nuova e urgente sfida: trovare dei marcatori non invasivi per abbattere il numero di biopsie inutili e per identificare i tumori che veramente necessitano dell’intervento chirurgico!
Abbiamo già raccolto 700 campioni di plasma da uomini con PSA sopra la soglia, che si sono sottoposti a biopsia della prostata a fini diagnostici, in collaborazione con il Dipartimento di Urologia, Città della Salute e della Scienza di Torino. Solo 280 hanno avuto una diagnosi di tumore maligno (T) mentre gli altri avevano patologie benigne (B). Abbiamo anche 100 campioni di plasma da donatori sani (S) con PSA sotto la soglia e aventi stesso range di età dei T e dei B, raccolti presso la nostra Fondazione.
Per 300 campioni (50 S, 130 B e 120 T) abbiamo analizzato presso il nostro laboratorio i profili di espressione di piccoli RNA circolanti (microRNA), molecole molto promettenti in campo diagnostico. Queste analisi ci hanno permesso di identificare un sottogruppo di microRNA in grado di distinguere molto bene (specificità e sensibilità superiori al 95%) i soggetti sani dagli uomini con B o T. Riusciamo anche a separare con una buona accuratezza i B dai T, ma vorremmo poter fare di più! Abbiamo quindi pensato di associare all’analisi dei microRNA fatta finora un’analisi dettagliata delle proteine, focalizzandoci solamente sui T e i B. Le proteine sono il prodotto finale dei geni e il loro profilo cambia in presenza di varie patologie, sia all’interno della cellula sia nel flusso sanguigno. A questo scopo utilizzeremo una tecnologia all’avanguardia ed unica in Italia che permette un’analisi rapida e con alta processività di 1300 proteine in parallelo, in grado di catturare sia le proteine presenti in piccolissime concentrazioni sia quelle in concentrazioni più alte. Questa nuova analisi ci aiuterà a distinguere ancor meglio i B dai T e, verosimilmente, a discriminare anche i tumori a basso rischio da quelli a rischio intermedio/alto.

Beneficiari del progetto

- gli uomini di età superiore a 50 anni, grazie a un esame non invasivo più preciso e sensibile rispetto al dosaggio del PSA; - i pazienti con tumore prostatico, grazie a una prognosi più precisa; - il SSN, che potrà implementare uno screening per il tumore della prostata efficiente, con riduzione degli effetti collaterali dovuti a sovradiagnosi e sovratrattamenti e dei relativi costi; - i parenti, grazie alla riduzione dei disagi associati all’individuazione di falsi positivi per tumore.

Attività dell'organizzazione

La Fondazione Edo ed Elvo Tempia opera nei seguenti ambiti: Prevenzione, Screening, Diagnosi precoce, Ricerca, Oncologia Molecolare, Cure Palliative, Psiconcologia, Supporto alla Sanità Pubblica, Registro Tumori, Divulgazione e Formazione, con professionisti che lavorano per conto della Fondazione stessa o messi a disposizione delle Asl. Collaboratori e un folto gruppo di volontari garantiscono, con professionalità e passione, qualità e continuità a servizi oncologici essenziali per il nostro territorio.

Fondazione Edo ed Elvo Tempia ONLUS

Città: Biella, BI, Italia

Mi rende fiera perché si inserisce nell’ottica della Fondazione Tempia, in cui la prevenzione ed il paziente sono sempre al centro. Con il mio gruppo di ricerca posso contribuire al miglioramento dei programmi di prevenzione, con ripercussioni sul mio territorio e anche a livello (inter)nazionale.