Sostegno alla salute

Livello di finanziamento: fino a €15.000

Descrizione del progetto

Una recente raccolta dati ISTAT indica che l’88,2% delle persone portatrici di disabilità non prendono parte in sport o attività fisiche, rispetto al 53,7% di non disabili. La partecipazione delle persone portatrici di disabilità negli sport e nelle attività sociali rimane bassa se comparata a quella dei partecipanti non disabili. Le barriere maggiormente di ostacolo alla partecipazione riguardano tanto i trasporti e la disponibilità dei caregivers quanto la mentalità delle persone non disabili – e sono queste che il modello Mixed Ability (d’ora in poi M-A) può essere capace di raggiungere. In tale modello le persone coinvolte negli sport e nelle attività M-A possono incrementare l’opportunità di scelta di attività per le persone disabili, cementare la relazione di queste con una gamma di persone nuove, e far amicizia attraverso la promozione dell’inclusione sociale, del benessere sociale e di uno stile di vita attivo. La nostra associazione promuove il modello M-A, un’innovativa modalità attraverso cui contribuire a ridurre questi numeri incoraggiando l’interazione tra giocatori con e senza disabilità nello stesso ambiente di regole, non adattato e convenzionale. Uno schema sostenibile per incrementare la partecipazione delle persone portatrici di disabilità allo sport e per promuovere simultaneamente l’inclusione sociale: la facilitazione, il supporto e l’inclusione devono essere promossi da tutti gli attori, sul campo e fuori, e a tutti devono essere riconosciuti gli stessi diritti senza pietismi discriminanti.
Nella nostra proposta il rugby è sociale e agonistico nel contempo, perché basato sull’interazione, la comunicazione e la co-formazione di giocatori esperti. Questo contribuisce a sciogliere e rendere inoffensivi i confini tra i diversi gradi di abilità: per come è stato pensato, prevede il lavoro sinergico di tre figure professionali, l'educatore, il volontario e l’allenatore di rugby M-A. Il rugby M-A è rugby per tutti, a contatto pieno, giocato con le stesse regole del Rugby Union. Non è rugby adattato.
Durante i primi mondiali di Rugby Mixed Ability IMARWT 2015, il Chivasso Rugby Onlus , con una squadra di 30 giocatori Mixed Ability, ha rappresentato l’Italia al primo Mondiale di rugby, a Bradford (UK) nell’agosto 2015, con più di 400 atleti, risultando terzo assoluto. Al di là del valore implicito e della partecipazione, questo risultato mostra che l’applicazione del modello in Italia può risultare efficace.
Lo sviluppo del progetto prevede una Guida Start up al Rugby M-A e punta a continuare per questa strada pionieristica, mettendoci alla pari con altre tradizioni europee riguardanti l’inclusione sociale delle persone portatrici di disabilità; oltre a ciò permette di valutare le percezioni, e la domanda relativa, sulla proposta M-A a favore delle persone disabili.
Gli obiettivi di questa fase sono di:
• Aumentare la partecipazione di persone con qualsiasi abilità fisica e intellettiva nello sport del rugby union a contatto pieno
• Riattivare ex giocatori e attrarne di nuovi per facilitare il gioco
• Fornire ai club, agli allenatori, ai facilitatori e agli ufficiali di gara una sufficiente conoscenza e familiarità circa la disabilità in modo da attivare l’inclusione sociale nel rugby a contatto pieno.
• Promuovere con i partner il modello Mixed Ability attraverso l’educazione e la partecipazione attiva
• Formare operatori disabili e non disabili.
Il Chivasso Rugby Onlus fa parte della Rete internazionale e rappresenta la charity inglese International Mixed Ability Sports (IMAS) per l’Italia. La nostra Organizzazione è la prima in Italia ad aver acquisito tutto quanto necessario per essere uniforme al modello e poter trasferire su tutto il territorio nazionale agli altri club che lo volessero i risultati d'una ricerca che coinvolge l'Università di Leeds, di Loughborough e di Salamanca, Centri di interesse internazionale per gli studi sul modello sociale della disabilità

Beneficiari del progetto

Adulti disabili e non disabili (17+), club, famiglie e società civile interessata alla diffusione del modello Mixed Ability. Gli allenamenti formativi sono co-gestiti da istruttori disabili esperti del club e tesserati allenatori della Federazione Italiana Rugby. Il focus consiste sul reclutamento, la pubblicità, allenamento e formazione preliminare di cinque club italiani. Sono previsti giorni di "open day". Per avere i benefici di un lavoro di continuità, seguiremo i club per un anno

Attività dell'organizzazione

Nella stesura dello statuto della nostra società sportiva l'obiettivo primario è quello della formazione psicofisica e morale dei soggetti appartenenti a categorie disagiate e diversamente abili. Ciò si è tradotto, in quasi sette anni di attività, in un percorso di integrazione ed educazione attiva che ci ha condotto ai primi Mondiali e utilizza la presenza di personale specialistico (educatori professionali, psicologi, insegnanti, allenatori). In cooperazione con la Rete territoriale,lavoriamo per dare uno sbocco concreto in termini di integrazione e di attività agonistica a soggetti generalmente esclusi da altre attività sportive e aggregative, e abbattere le barriere a ciò interposte.

CHIVASSO RUGBY ONLUS

Città: Settimo Torinese

La vita delle persone coinvolte, disabili e non disabili, mostra un sensibile miglioramento nella qualità delle relazioni umane e nelle competenze comunicative. Molti atleti hanno superato i propri pregiudizi vedendo la volontà e l'impegno dei compagni di squadra, tutti sentono benessere sociale.