In campo per l'infanzia e per i giovani

Livello di finanziamento: fino a €7.500

Descrizione del progetto

Secondo la ricerca "BeatBullying Europe" dell’Università degli Studi di Firenze, quasi tutti i ragazzi tra 14 e 18 anni usano i social network; il 40% per almeno 5 ore al giorno. Molti si sono imbattuti in episodi di violenza verbale online, tre su dieci hanno messo un like e uno su dieci ha commentato contribuendo all’escalation dell’odio. Di questi, alcuni ammettono che non avrebbero usato le stesse parole in uno scambio faccia a faccia.
Crescere in un’epoca di estrema incertezza non è semplice. I giovani Millennials sono stati più volte definiti la “generazione boh”, terminologia che di certo non offre speranze in termini di sicurezza in se stessi e nel mondo che ci circonda. Tale insicurezza si manifesta spesso in bisogno di conferme e riconoscimento: un sottofondo di paura di non essere all’altezza che spesso si traduce nella malsana tattica dell’attaccare prima di essere attaccati. Il luogo preposto a ciò è spesso, come rivelato dalla ricerca citata in apertura, il web. I social network garantiscono un anonimato che sa di forza e imbattibilità: ci si nasconde dietro lo schermo e si colpisce, a volte non del tutto consapevoli che le ferite inferte sono ben lontane dall’essere virtuali.
Il nostro progetto mira a contrastare questo fenomeno su tre diversi livelli:
-il supporto alle vittime di cyberbullismo, attraverso un processo di empowerment e sostegno del gruppo;
-l'azione sui cyberbulli, attraverso un esercizio di empatia per prendere consapevolezza del male generato;
-la prevenzione del fenomeno, con un percorso di definizione e rafforzamento della propria identità, per aumentare la sicurezza in se stessi e non sentire più la necessità di sminuire gli altri per farsi grandi.
La modalità più efficace individuata per raggiungere tali obiettivi è l’utilizzo di metodi educativi partecipativi e coinvolgenti, per agire con un approccio olistico non solo sulle conoscenze dei giovani, ma sulle loro capacità e attitudini. Per questo la cornice metodologica sarà l’Educazione Non Formale (ENF), riconosciuta dal Consiglio d’Europa come via privilegiata per il lifelong learning; dentro questo contenitore ci saranno elementi propri di due altri modelli educativi: quello teatrale, soprattutto il Teatro dell’Oppresso di Boal, e quello della Peer Education, vincolo naturale di credibilità ed empatia.
Il progetto consta di due fasi: in un primo periodo (Settembre-Dicembre 2017), venti giovani volontari delle scuole superiori di Torino verranno inseriti in un percorso di formazione sul contrasto al cyberbullismo e sulle tecniche educative menzionate sopra, per una doppia azione di beneficio diretto degli obiettivi di progetto e di acquisizione di competenze formative; nella seconda parte dell’anno (febbraio-maggio 2018) i giovani accompagneranno i formatori dell’Associazione Giosef Unito in 10 classi delle scuole medie di Torino, per proporre dei laboratori di contrasto al cyberbullismo attraverso tecniche teatrali: si trasformeranno così in facilitatori, contribuendo direttamente al raggiungimento degli obiettivi e diventando i primi moltiplicatori dell’esperienza vissuta. Sono previsti tre incontri specifici di valutazione del percorso, per garantire che il progetto risponda effettivamente ai bisogni individuati.
L’effetto di empowerment dato dall’ENF e dalle tecniche teatrali può essere sconfinato: nella sua esperienza educativa, Giosef ha visto persone trasformarsi completamente, sbocciare, osare laddove fino a poco prima non si sarebbero mai avventurate; agire sulle giovanissime generazioni ci permette di portare un autentico e profondo cambiamento nella società che ci circonda, attraverso le persone che ne costituiscono il futuro fondamento. Lavorando sulle emozioni vogliamo riportare il cyberbullismo a contatto con la realtà, facendo comprendere che il mondo virtuale ha effetti ben più concreti di quanto si creda e rendendo possibile, finalmente, abbandonare il proprio posto “dietro lo schermo” e tornare a vivere appieno.

Beneficiari del progetto

Il progetto avrà due livelli di beneficiari: - primari: 20 giovani delle scuole superiori di Torino che parteciperanno agli incontri di formazione sui contenuti di contrasto al cyberbullismo e sulle metodologie di educazione teatrale e Non Formale; - secondari: student* di 10 classi delle scuole medie di Torino (per una media di 230 ragazz*) che beneficeranno dei percorsi educativi condotti dallo staff di Giosef e dai giovani di cui sopra, mettendo in atto un processo di vera peer education.

Attività dell'organizzazione

Giosef Unito, associazione giovanile di Torino, ha come mission la promozione della cittadinanza Europea ed Euromediterranea nel rispetto dei diritti umani, delle diversità interculturali e dei principi di non-discriminazione; vuole creare, grazie a un approccio intersezionale, una cultura antisessista, antirazzista, che contrasti omo/lesbo/transfobia e ogni forma di esclusione. Giosef sostiene la formazione culturale e sociale e la mobilità internazionale dei giovani per promuovere la cittadinanza attiva attraverso l'Educazione Non Formale, integrata da metodologie teatrali. Tra le nostre attività ci sono Scambi internazionali, Corsi di formazione, Human Library e laboratori nelle scuole.

Associazione Giosef Unito

Città: Torino

Servono nuovi paradigmi educativi per colmare le lacune lasciate dal sistema formale: siamo fier* di usare una metodologia innovativa, l’Educazione Non Formale, e di implementarla con strumenti del teatro, sfruttandone l’immensa potenzialità emotiva per rendere il cambiamento più profondo possibile.