Sostegno alla salute

Livello di finanziamento: fino a €7.500

Descrizione del progetto

I nativi digitali sono stati definiti da Prensky nel 2001 come quella generazione nata in un mondo in cui la tecnologia digitale è già diffusa, che l’hanno assorbita e l'assorbono sempre più nella loro vita come appendice del corpo, nuovo linguaggio, apprendimento “copia e incolla” (Williams, Rowlands, 2007). Questa massiccia informatizzazione delle relazioni umane comporta grandi possibilità sul piano della comunicazione, dell’interazione tra persone, della ricerca, della cultura, dell’informazione e dell’apprendimento sia dei più giovani sia degli adulti, ma comporta anche alcuni rischi. L’impatto psicologico sullo sviluppo cognitivo dei bambini nei primi anni di vita si avvale in particolar modo della componente senso-motoria: la mancanza di movimento e il fatto di essere a contatto con un mondo sempre più virtuale, l’opportunità di mettere in relazione il proprio Sé nascente senza una mediazione del corpo, producono l’effetto di un disinvestimento del corpo stesso e di un iperinvestimento del “Sé digitale”, mettendo le basi per un maggior disadattamento socio-relazionale.
L’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei più piccoli si lega spesso all’esigenza dei genitori di potersi staccare dai propri figli alcune ore durante la giornata: proprio per l’effetto ipnotico che hanno, tablet e smartphone, con le loro grafiche accattivanti e i loro giochi di movimento, sembrano perfetti per rendere il bambino molto più controllabile per la scarsa o nulla motilità cui lo costringono.
Riteniamo che questo atteggiamento si leghi anche ad una scarsa consapevolezza del genitore sull’importanza dell’utilizzo creativo del corpo: non solo di quello del bambino ma anche di quello del genitore stesso. L’uso ed il mantenimento di movimenti e posture stereotipate o fisse induce una diminuzione delle potenzialità espressive. In molti casi si guarda al corpo solo per la sua vicinanza o distanza dal canone estetico, ma se ne perde il potere creativo. Ad esempio, un genitore che sa ballare saprà probabilmente valorizzare e trasmettere l’importanza del ritmo, così un genitore che sa giocare saprà trasmettere il senso del gioco, il divertimento che ne deriva e così via. Quanto al bambino, soprattutto nel periodo di permanenza alla Scuola Primaria egli attraversa una tappa fondamentale del suo processo maturativo. Amplia e consolida la dimensione psicoaffettiva e ciò facilita lo sviluppo dell’area cognitiva e della socializzazione. In particolare, le modalità di comunicazione ed espressione, fino ad ora prevalentemente globali, mediate dal gioco, dal movimento e dalla necessità di contatto corporeo, si trasformano in forme di relazione più elaborate guidate dal linguaggio verbale che si fa via via più ricco e preciso. La conoscenza del mondo attorno a sé ed il modo di apprendere si trasformano, passando dall’esperienza sensitiva ed emotiva ad una realtà guidata anche dai processi mentali. É importante favorire l’integrazione tra la dimensione corporea psicoaffettiva e quella mentale, tra la comunicazione non verbale e quella verbale, per aiutare il bambino a sviluppare una personalità armonica e completa, bene integrata tra tutte le sue componenti. Il nostro progetto ritiene altresì importante valorizzare la dimensione dell'esplorazione, della curiosità, del simbolismo del corpo degli stessi genitori che potrebbero ri-educare al gioco i loro bambini.
Finalità:
Promuovere una sensibilizzazione sugli effetti di un utilizzo improprio della tecnologia da parte dei bambini;
Favorire una maturazione armonica della personalità del bambino riferita in particolare all’integrazione delle dimensioni emozionale e cognitiva – sociale;
Prevenire il disadattamento socio – relazionale del bambino durante il suo processo maturativo;
Potenziare le competenze educative di genitori ed insegnanti rispetto a figli e alunni.

Beneficiari del progetto

Bambini dai 5 ai 10 anni (dall'ultimo anno della scuola d'infanzia all'ultimo della primaria); genitori e insegnanti coinvolti nella stessa fascia d'età.

Attività dell'organizzazione

Jonas è, dalla sua fondazione, impegnata in iniziative e progetti di prevenzione, sensibilizzazione e divulgazione nell'ambito della psicoanalisi applicata alla cura dei nuovi sintomi. I sintomi contemporanei condividono il tratto della solitudine e dello sfaldamento del legame. Perciò l'organizzazione di conferenze e la creazione di luoghi d'incontro rivolti alla cittadinanza hanno lo scopo di rompere il silenzio del sintomo e di riabilitare il legame sociale, per fare rete intorno al soggetto. Si tratta di creare delle situazioni di incontro che possano alimentare il desiderio poiché la nostra convinzione è che solo se il desiderio viene alimentato possiamo prevenire la deriva del disagio.

Jonas Veneto

Città: Padova

Con l'apporto di due diverse discipline, si insiste su un tema di grande attualità, stimolando un pensiero innovativo che sviluppi il tema in modo esperienziale, favorendo nei genitori lo sviluppo di un ri-apprendimento dell'importanza del corpo e nei figli un recupero delle potenzialità creative.